giovedì 29 novembre 2007

Crescere

Lusseyran, divenuto cieco durante la sua prima infanzia, descrive così quel periodo:
“I miei genitori erano per me protezione, fiducia, calore. Quando ripenso alla mia infanzia, provo ancora quella sensazione di calore che mi avvolgeva: non dover contare su se stessi, ma al contrario sentire di potersi abbandonare anima e corpo a qualcuno che si fa carico di noi. i miei genitori mi portavano in palmo di mano, perciò da bambino mi sentivo come sospeso, potevo andarmene e ritornare, le cose non avevano peso e scivolavano via da me.
Passavo attraverso pericoli e paure, come la luce penetra attraverso uno specchio. Questa era la "felicità" della mia infanzia: una magica armatura, che ti riveste e ti dona protezione per tutta la vita".
Lusseyran guardandosi indietro nel tempo si rendeva conto che l’infanzia era una sorgente di forza che gli permetteva di amare la vita anche dopo aver già acquisito la consapevolezza dei problemi dei suo tempo (si era trovato per un, certo periodo in un campo di concentramento) e dopo aver fatto esperienza di quanto dolore proprio e degli altri ci fosse da superare. Le persone con un infanzia felice, che hanno avuto un rapporto di fiducia con i propri genitori portano dentro di sé da adulti una incrollabile fiducia nella vita e sviluppano sensibilità e devozione verso l'aspetto divino della creazione.

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