mercoledì 27 febbraio 2008

Macrobiotica

Filosofia Macrobiotica

Da " Il Nuovo Libro della Macrobiotica" di Michio Kushi Ed. Mediterranee

Nel 1913 in un negozio di libri usati di Kyoto, in Giappone, un giovane di 18 anni, di nome Yukikazu Sakurazawa, gravemente ammalato di tubercolosi, comperò un volumetto intitolato Come curare le malattie mediante la dieta. L'autore, Sagen Ishizuka, medico, sosteneva che quasi tutte le malattie infettive e degenerative si possono guarire alimentandosi invece che con carne, zucchero, riso brillato, farina bianca e altri cibi raffinati della civiltà moderna, con riso e altri cereali integrali, minestra di miso, verdura cotta, alghe marine e altri cibi tradizionali. Con sua grande meraviglia quella dieta ebbe successo; e una volta guarito dalla tubercolosi il giovane Sakurazawa si dedicò per il resto della sua vi­ta allo studio dei rapporti che intercorrono fra l'alimentazione, l'ambiente e la salute.

Con lo pseudonimo di George Ohsawa scrisse molti libri e tenne numero­se conferenze sull'Ordine dell'Universo, e in particolare sull'applicazione dei principi dietetici e ambientali per migliorare la salute degli individui e delle fa­miglie e realizzare la pace nel mondo. Nei suoi viaggi in Europa e negli Stati Uniti, a cavallo degli anni '50 e'60, usò l'espressione "macrobiotica zen" per definire la sua dottrina. Diete bilancia­te venivano tradizionalmente seguite dai praticanti dello zen. Poiché allora in Occidente lo zen era popolare, Ohsawa sperava così facendo di richiamare l'attenzione del pubblico su questo aspetto della pratica zeniana, anche se i suoi insegnamenti non si limitavano a suggerire pratiche buddhiste. In quegli stessi anni il professor Needham, nella sua ponderosa storia della scienza e della civil­tà in Oriente e in Occidente, confrontava l'approccio estremo-orientale alla sa­lute e alla longevità (basato sui principi di yin e yang) , che esaltava l'importanza della dieta, con la tradizione occidentale, rappresentata da Ippocrate, Hefeland e altri. E definì queste correnti storiche gemelle macrobiotica. Come risultato di questi sforzi il termine macrobiotica cominciò a diffondersi nella società mo­derna. Avendo studiato con George Ohsawa in Giappone nel periodo successivo alla fine della seconda guerra mondiale, dopo aver iniziato ad insegnare la filo­sofia di yin e yang negli Stati Uniti, io adottai il termine "macrobiotica" nel suo significato originario di metodo universale che assicura la salute e la longevità e che, oltre che della dieta, si occupa dello studio di tutte le dimensioni della vita umana, dell'ordine naturale e dell'evoluzione cosmica. La macrobiotica abbrac­cia tutti i campi possibili: comportamento, pensiero, respirazione, esercizi fisici, rapporti, abitudini, usi e costumi, culture, idee e coscienza, nonché gli stili di vi­ta, individuali e collettivi, di tutto il mondo. Di conseguenza la macrobiotica non si identifica unicamente con la dieta, anche se questa per molte persone rappresenta il primo passo e l'introduzione allo stile di vita da essa propugnato. E' "macrobiotica" il modo di vivere universale che ha permesso all'umanità di svilupparsi biologicamente, psichicamente e spiritualmente e che le permetterà di conservare la salute e di raggiungere la felicità e la pace. Comprende un ap­proccio dietetico, ma il suo obiettivo è quello di assicurare la sopravvivenza del­la specie umana e la sua ulteriore evoluzione su questo pianeta. Come dimostra questo breve excursus storico della macrobiotica, essa non è un concetto astratto ma una realtà viva. A partire dalle prime culture e ci­viltà fiorite su questo pianeta, essa è stata praticata e sviluppata generazione do­po generazione: contempla la dieta e il sonno, l'attività e il riposo, il pensiero e il sentimento, il rispetto per i genitori e i progenitori, l'amore per i figli e i figli dei figli, e il modo di allevarli, il soccorso ai fratelli, l'ammirato stupore per la bellezza del creato, per il prodigio dei fiori, degli alberi, dei monti, dei fiumi e delle stelle e per l'Infinito Ordine dell'Universo. Lo spirito macrobiotico è in­scindibile dal servizio del prossimo, come individuo e come collettività, della famiglia e della società, e dalla dedizione all'opera di costruzione di un mondo sano e pacifico.

La macrobiotica

La macrobiotica come filosofia di vita

La macrobiotica non è una dieta, ma una filosofia di vita basata, tra le altre cose, su un particolare regime alimentare. I cultori della macrobiotica propugnano ideali di pace e giustizia, rapporti più sereni con il mondo esterno, conoscenza e rispetto della vita; l’obiettivo viene raggiunto tramite il perfetto benessere psicofisico, che dipende tra l’altro da una equilibrata e regolare attività fisica, dallo svolgimento di discipline quali lo yoga, e da un’alimentazione sana e naturale.

La legge degli opposti complementari

La teoria del Principio Unico yin/yang è alla base di quasi tutte le filosofie estremo-orientali. Il concetto ha origine probabilmente dall’osservazione, da parte dell’antica civiltà cinese, del giorno che si trasforma in notte e viceversa. In particolare, il termine yang fa riferimento al “lato soleggiato della collina”, mentre il termine yin al “lato in ombra della collina”. Lo yin e lo yang sono opposti, ma l’uno non può esistere senza l’altro, come la destra non può esistere senza la sinistra e il freddo non può esistere senza il caldo. Ogni cosa contiene il seme del proprio opposto, ed ogni cosa può tramutarsi nel proprio opposto, come la vita si tramuta in morte. In una persona, lo yin e lo yang devono essere possibilmente in equilibrio, per garantire il benessere e la salute. Ogni sbilanciamento può creare dei problemi, in particolare provocare malattie fisiche e psichiche.

principio unico ying yang

Ad ognuno il suo

Nella dieta macrobiotica, il giusto dosaggio delle varie componenti (vitamine naturali, oligoelementi, acidi grassi insaturi, ecc.) viene stabilito in base alla propria costituzione fisica, alle condizioni geografiche e climatiche di appartenenza, al tipo di attività svolta, all’equilibrio tra yin e yang. Per gli odierni adepti di questa filosofia, è possibile in questo modo agire direttamente sulla propria salute, assicurandosi la prevenzione o addirittura la guarigione da malattie gravi degenerative (cancro, AIDS, etc.).

Gli ingredienti della macrobiotica

L’alimentazione macrobiotica è basata prevalentemente su cereali, leguminose, alghe. Tra i cereali vengono preferiti quelli non raffinati, come frumento, mais, grano saraceno, riso, orzo, avena, miglio, segale. Tra i legumi lenticchie, ceci, soia, azuki (fagiolo rosso di origine giapponese). Le alghe vengono molto utilizzate in quanto ricche di vitamine e sali minerali, e ce ne sono di diversi tipi di vari sapori e colori. Come condimenti vengono utilizzati salsa di soia, tahin (sorta di burro derivato dal sesamo), piccoli semi oleosi di sesamo, sale marino integrale, olio extra vergine di oliva.

Come cucinare macrobiotico

Gli ingredienti vanno lavati sempre in acqua fredda poco prima di essere cucinati, affinchè non perdano le loro proprietà. I legumi vanno immersi in un recipiente pieno d’acqua, che va cambiata finche non vengono espulse tutte le impurità. Le altre verdure vanno lavate in acqua corrente, e se è il caso sfregate con uno spazzolino di setole naturali. Per cucinare macrobiotico si usa prevalentemente la pentola a pressione, ma anche pentole tradizionali. I seguaci di queste dottrine prestano molta attenzione ai materiali utilizzati: vengono evitati tegami in alluminio o antiaderenti perchè ritenuti colpevoli di alterare o contaminare le virtù dei cibi; per lo stesso motivo mestoli e posate devono essere in legno, e durante la pulizia vanno limitati, se non eliminati, i detersivi.

giovedì 21 febbraio 2008

cosa vuol dire amare

Amare significa farsi liberamente impotenti per far posto alla libertà altrui.Finchè agisco sulla volontà dell' altro , lo tratto come un bambino.Amo veramente l' altro solo quando rinuncio al mio impulso di potere , a volerlo governare , concedendoglicosì lo spazio necessario affinchè sia lui a decidere del suo cammino . Se non abdico a questo mio inconscio potere , finisco per amare non lui bensì me stesso in lui , arrivando ad agire in un certo senso magicamente , con potenza.Ancora, per amare devo essere anche capace di rinunciare a voler indagare cosa sia meglio per lui, quando solo lui può sapere, di situazione in situazione, cosa sia meglio per lui. E io sono completamente all' oscuro per quanto riguarda i fatti suoi . Amare vuol dire far posto alla libertà dell' altro nel suo agire e nel suo pensare.

martedì 19 febbraio 2008

Ayurveda

L'AYURVEDA

Spesso si sente parlare di Ayurveda in modo riduttivo ad indicare prescrizioni di preparati a base di erbe e sostanze naturali, massaggi, varie terapie di purificazione e rilassamento abbinate alla cosmesi; in effetti invece si tratta di una scienza medica antica che si può considerare "complementare" alla medicina occidentale.
Mentre la medicina occidentale infatti si concentra sulle manifestazioni della malattia con una forte specializzazione, l'Ayurveda insegna che tutte le malattie colpiscono sia il corpo che la mente e che questi due aspetti non devono mai essere curati separatamente.
Accanto ad una visione olistica, che potrebbe apparire discutibile per una mentalità occidentale, l'Ayurveda raccomanda un approccio globale, che include psicologia, genetica, sessualità, alimentazione e relazioni, proponendo cioè un modello di salute legato allo "stile di vita", modello sempre di più considerato dalla medicina occidentale come una moderna soluzione "sociale" alla salute pubblica.

lunedì 18 febbraio 2008

ecovillaggi

C’era una volta un piccolo villaggio arrampicato sui monti dell’Appennino Piacentino ...
C’era una volta un piccolo villaggio arrampicato sui monti dell’Appennino Piacentino a 800 m. d’altezza, a metà strada tra la pianura e il mare. Qui vivevano ormai poche persone: la maggior parte degli abitanti aveva da tempo scelto di trasferirsi in città dove la vita appariva più facile e meno faticosa. I pochi coraggiosi rimasti continuarono a lavorare i campi e ad allevare gli animali sino a che pensarono di non poterne più e decisero di andarsene, come avevano fatto i loro compaesani. Il paese si spopolò e pian piano le belle case in pietra accusarono l’incuria e il trascorrere del tempo: i muri si riempivano di crepe e si sgretolavano, i tetti non reggevano più e la vegetazione era sempre più fitta e disordinata. All’inizio degli anni settanta però capitò a Mogliazze, questo è il nome del villaggio, un giovane medico alla ricerca di un luogo lontano dal traffico e dal caos della città. Piero, si innamorò del posto e decise di fermarsi lì e in seguito, con altri amici, diede vita a una cooperativa agricola che prese il nome dal luogo. Cominciò così una nuova vita nel villaggio di Mogliazze, talvolta costellata da momenti felici e da successi, talaltra da problemi e insuccessi. Come che sia, la storia di Mogliazze e della sua cooperativa continua. Negli anni è stato fatto un difficile lavoro di accorpamento fondiario poiché, come sempre succede in montagna, la proprietà era molto frazionata. Ora la cooperativa è proprietaria e gestisce una discreta quantità di terre il cui recupero è pressoché terminato anche con il rifacimento di muretti a secco; pure la ristrutturazione del borgo procede bene, anche se non è completamente ultimata. I miglioramenti operati al villaggio e alle terre permettono alla cooperativa di svolgere varie attività produttive: coltivare in modo biologico frutta e ortaggi che poi vengono trasformati in modo naturale; raccogliere e trasformare le piante officinali; allevare le api, le pecore e le anatre; lavorare in falegnameria, etc. Inoltre si fa agriturismo e si ospitano persone. La presenza del medico Piero ha fatto sì che il discorso della salute diventasse preminente e i consigli di medicina naturale e di alimentazione corretta vengono messi a disposizione anche dei visitatori e degli ospiti che sono numerosi, soprattutto nella bella stagione. Attualmente a Mogliazze vivono dieci persone di cui due (Joris ed Emmanuel) sono volontari a lungo termine dello Sci (Servizio civile internazionale) e due sono ragazzini (Esther e Martino, nati proprio a Mogliazze) che studiano in città e tornano a casa nei momenti liberi. Il villaggio rivive dunque e speriamo sia così ancora per molti anni. Per saperne di più Coop. agr. "Mogliazze", Loc. Mogliazze, 29022 Bobbio (Pc) tel 0523 936633. E-mail: Mogliazze@enjoy.it

vegecovillaggio

Rubens è un fiorentino in cerca di compagni per una scelta di vita verso cui nutro una stima altissima. Sta fondando un ecovillaggio, ovvero, come li ha acutamente definiti Mimmo Tringale, “un cantiere per un mondo migliore“.

Proprio dal saggio di Mimmo Tringale “Ecovillaggi: cantieri per un mondo migliore”(*) prendo la definizione di ecovillaggio perché è la migliore che ho letto finora.

Il termine ecovillaggio è un neologismo mutuato dall’anglosassone “eco-village”, coniato per la prima volta da Robert e Diane Gilman che per primi utilizzarono tale termine nel volume Ecovillages and Susteinable Communities (The Gaia Trust, 1991). Qualche anno più tardi fu fondato il Global Ecovillages Network (GEN), una rete internazionale, cui aderiscono ecovillaggi presenti in tutti i continenti, e nel 1995, con il primo meeting ospitato nella storia della comunità di Findhorn, in Scozia, il movimento degli ecovillaggi ricevette il suo battesimo ufficiale. La traduzione letterale del termine inglese non fa giustizia del significato più profondo del termine che forse sarebbe corretto tradurre con “comunità internazionale ecosostenibile”, questo perché quando si parla di ecovillaggio si intende una comunità caratterizzata da due elementi fondamentali: intenzionalità e ecosostenibilità.
[…]
Ma un ecovillaggio è qualcosa di più della semplice condivisione di uno spazio e di qualche elettrodomestico, si tratta di condividere una visione e sperimentare concretamente nel quotidiano uno stile di vita in armonia con la natura basato sui valori di solidarietà, partecipazione, ecosostenibilità e sobrietà. Provate a immaginare 18 adulti di età e professionalità diverse: insegnanti, agronomi, ingegneri informatici, agricoltori, baristi, muratori che versano in una cassa comune i propri stipendi e poi una volta prelevato una “paga uguale per tutti” di 150 euro, utilizzano tutte le risorse per le spese comuni (spese mediche, educazione dei bambini, trasporto, spese energetiche, cibo, abitazioni ecc.). Un’utopia? Eppure è quanto avviene nella Comune di Bagnaia, nei pressi di Siena.

(*) Mimmo Tringale, Ecovillaggi: cantieri per un mondo migliore, in “Terra. In campagna un’altra vita è possibile. Storie di donne e uomini che hanno deciso di coltivare un’esistenza diversa” di Sabina Calogero, Terre di Mezzo, 2005, pag. 138-144

Ecco di seguito il progetto di Rubens, chi vuole aderire o avere maggiori informazioni può contattarlo direttamente a questo indirizzo email: rubens.gardelli@yahoo.it .

A alcuni sembrerà un progetto troppo ambizioso e irrealizzabile ma vorrei segnalare a tal proposito alcune comunità già esistenti, strutturate in modo simile:

Il popolo degli Elfi - Montevettolini - Pistoia (150 persone, 15 nuclei abitativi)
Ecovillaggio Basilico (segreteria) Via dell’Agnolo 64 - Firenze - con nuovo insediamento in formazione in Puglia
Podere Mogliazze - Loc. Mogliazze - 29022 Bobbio (PC) - dagli anni ‘70, una delle più antiche in Italia

E tante altre, con principi diversi, più collegate o meno con la civiltà consumistica: www.mappaecovillaggi.it

********* IL PROGETTO DI RUBENS *********

Sto realizzando un progetto per la FONDAZIONE DI UN ECOVILLAGGIO (ecocomunità) in Italia che diventi un’esempio concreto di vita sana, felice e serena alternativo ai modelli della società “moderna”.

CERCO PERSONE che vogliano partecipare attivamente e che condividano ogni singolo punto dei principi di base, al fine di formare un GRUPPO DI LAVORO per realizzare il progetto.

PRINCIPI BASE

1. Alimentazione dei partecipanti di tipo vegan crudista e fruttarista
2. No agli animali domestici o allevati, sì agli animali liberi e selvatici
3. Visione olistica della vita, forte attenzione al benessere fisico-psichico e alla spiritualità
4. Metodi di coltivazione naturali (Fukuoka e permacultura)
5. Partecipanti non religiosi e apolitici
6. Impatto ecologico zero, nel vero senso della parola
7. Organizzazione sociale di tipo tribale a cerchio (vedi nativi americani)
8. Tutela e difesa del territorio contribuendo al ritorno dei regimi selvatici naturali

OBIETTIVI FINALI

1. Autonomia e autosufficenza totale dal mondo esterno, nessun tipo di compromesso dei nostri ideali
2. Assenza di alcuna forma di danaro, avremo le risorse necessarie per il sostentamento e la felicità solo ed esclusivamente dalla nostra terra.
3. Tutti gli oggetti dai più piccoli ai più grandi, medicine, utensili, indumenti, case e materie prime saranno ottenuti solo dal nostro terreno
4. Libertà vera e reale e serenità interiore di ogni singolo partecipante

Chi vuole aderire o avere maggiori informazioni può contattare Rubens direttamente a questo indirizzo email: rubens.gardelli@yahoo.it .

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All’appello di cui sopra hanno risposto molte persone.
Il 4 febbraio 2007 c’è stata la prima riunione tra i primi temerari liberi sognatori pacifisti e vegani che parteciperanno alla STESURA DELL’ATTO COSTITUTIVO.
Mi è dispiaciuto molto non poter partecipare, purtroppo il lavoro a volte è insopportabile e fa venire voglia di scappare in cima ai monti e non pensarci più. Ci sarò alle prossime, mi piace quello che stanno facendo e lo ammetto, sono curiosa di vedere come faranno perchè dopo aver visto l’atto costitutivo posso affermare senza ombra di dubbio che è il progetto di ecovillaggio più ambizioso che abbia mai letto! Ci vorranno proprio delle persone in gamba per riuscirci.

ATTO COSTITUTIVO DELL’ECOVILLAGGIO

PRINCIPI BASE
1. Alimentazione vegana prevalentemente crudista
2. Assenza di danaro
3. Olismo, attività atte a mantenere il benessere e l’equilibrio corpo-mente
4. Coltivazioni naturali (metodi Fukuoka e permacoltura)
5. Assenza di ogni forma di religione o politica
6. Impatto ecologico zero e ritorno ai regimi selvatici naturali
7. Organizzazione sociale solidale, tutti fanno parte della stessa famiglia
8. Fonti di sostentamento provenienti esclusivamente dal nostro terreno
9. Animali lasciati liberi e selvatici, no all’addomesticamento

OBIETTIVI FINALI
1. Autonomia e autosufficenza totale
2. Diffondere il nostro stile di vita come nuovo modello per la vera armonia
Uomo-Terra
3. Libertà e serenità interiore di ogni singolo partecipante

DETTAGLI

MOTIVAZIONI
Siamo convinti che la distruzione progressiva dell’ecosistema in cui viviamo (chiamato TERRA) sia il risultato della “società modena”, non vogliamo sentirci coresponsabili della sua distruzione e vogliamo ritornare ad uno stile di vita in armonia con le leggi e gli esseri viventi dell’ecosistema. Vogliamo vivere in coerenza con i nostri ideali ed essere d’esempio concreto di un ritorno alla natura non solo reale ma proficuo per noi stessi e tutto ciÚ che c’Ë intorno.

TERRENO
Il terreno Ë la fonte principale di sostentamento e di vita della comunità, verrà cercato un terreno con caratteristiche geologiche ben precise in quanto da esso dipenderanno le specie vegetali che potranno nascere da cui dipenderà la nostra vita.

COLTIVAZIONE
L’obiettivo finale del progetto Ë la non-coltivazioe, ovvero studiare un sitema di vegetazione autonoma che non ha abbia bisogno di aiuti dalle mani umane per crescere e dare i frutti coi quali si sosterrà l’intero villaggio. Il concetto Ë rappresentato dal giardino-bosco di cui parla Fukuoka, dove il tutto Ë in equilibrio autonomo. Torneremo ad essere dei semplici raccoglitori in armonia con le specie vegetali.

RISCALDAMENTO ED EVENTUALE COTTURA CIBO
Avverr‡ con i rami secchi che troveremo a terra, non sar‡ tagliata nessuna specie vegetale arborea.

ACQUA
Elemento principale per la vita di tutti gli esseri viventi, nella comunità dovrà essere presente una fonte naturale di acqua (fonte, ruscello, fiume) a cui attingere per tutte le necessità. La comunità non dovrà alterare i corsi naturali e le locazioni delle risorse idriche, nessun foro nel terreno, nessuna diga, nessun acquedotto, niente acqua corrente nelle case…l’acqua deve scorrere libera e fare il suo corso naturale.

CIBO E TIPO DI ALIMENTAZIONE
Il cibo proverr‡ dalle specie vegetali che vivono all’interno della comunità, tale cibo non dovrà provenire dalla morte o sfruttamento di nessun tipo di animale, in una parola sola questo regime alimentare viene definito “veganismo”. La tendenza alimentare principale sar‡ la non alterazione termica del cibo che provocherebbe il decadimento dei principi nutritivi contenuti in esso stesso e risparmierebbe moltissime energie, in una parola sola questo viene definito “crudismo”. Ho usato il terine “tendenzialmente crudisti” in quanto la nostra alimentazione dipende dalla disponibilit‡ di cibo del nostro terreno in base alle stagioni, quando potremo campare solo di crudità lo faremo, quando il clima non lo permette cuoceremo il cibo che altrimenti sarebbe immangiabile da crudo (es. cereali)

INDUMENTI
Ottenuti dalla lavorazione delle specie vegetali che crescono nel terreno della comunit‡.

PULIZIA e IGIENE
Elemento fondamentale per la sopravivvenza dell’intera comunità, al fine di evitare la trasmissione di possibili malattie dannose. Tutti i partecipanti avranno molta cura dell’igiene propria e del luogo in cui vivono con metodi naturali.

MEDICINE,SALUTE,INFORTUNI,MALATTIE
Gli elementi medicamentosi e curativi proverranno esclusivamente dalle specie vegetali presenti all’interno del territorio della comunità. Siamo convinti che una vita vissuta in armonia con le leggi naturali matenga pi˘ a lungo il corpo e la mente intatti, poco attaccabili da malattie di qualsiasi sorta.Saremo disposti a farci monitorare il nostro stato di salute da medici o studenti universitari come dimostrazione degli effetti positivi del nostro stile di vita sul nostro corpo-mente.

ANIMALI
Non ci saranno animali dipendenti dall’uomo all’interno del villaggio, tutti gli animali saranno lasciati liberi e selvatici, rispettati e amati.

DROGHE, ALCOOL e FUMO
Siamo totalmente contrari all’utilizzo di qualsiasi sostanza che alteri lo stato psicofisico dell’individuo e che abbia effetti nocivi.

DIVERTIMENTI
Sar‡ data molta importanza agli aspetti ludici della vita perchË daranno agli abitanti della comunit‡ lo spirito per poter continuare un modello di vita totalmente diverso da quello che sar‡ al di fuori della comunit‡. Potranno esistere la pittura, la musica, le danze, i giochi, le riunioni e tutto quello che la terra ci concederà di fare nel rispetto dei nostri principi e dell’ecosistema in cui viviamo.

FIGLI E EDUCAZIONE
Sarà possibile procreare nella consapevolezza che ogni “nuovo” essere umano ha il suo specifico impatto nell’ecosistema, consapevoli che il nostro terreno ha dei confini delimitati e quindi risorse finite, non infinite. L’educazione sarà cura di ogni abitante, non ci saranno specifici insegnati ma tutti potranno dare il loro apporto all’educazione. Potranno essere usati libri di qualsiasi materia che ci saremo portati dietro. Non manderemo i nostri figli nelle scuole della “società moderna” per farceli standardizzare, cresceranno liberi di pensiero senza pregiudizi e preconcetti.

ORGANIZZAZIONE SOCIALE
L’amore per ogni essere vivente Ë il principio che tutti avremo nel nostro cuore e nella nostra mente. Ogniuno di noi Ë parte del “tutto”. Crediamo nella non-violenza (fisica, parlata e scritta) a tutti i costi e in qualsiasi situazione, nell’amicizia, nella comprensione, nella comunicazione, nella tolleranza per il diverso, nel mettere davanti il bene della comunità prima del bene personale, nella solidarietà…nell’amore. Abbiamo nella nosra mente e nel nostro cuore gli esempi di uomini straordinari che hanno vissuto prima di noi: Gandhi, Ges˘, Buddha, Toro Seduto, Francesco d’Assisi, Dalai Lama…etc.

RELIGIONE E POLITICA
I partecipanti credono che l’unica religione vera Ë quella della terra e delle sue leggi naturali. Non esistono santi ma solo uomini straordinari, non esiste un’organizzazione terrena che rappresenta Dio ma Dio Ë ogni singola cellula di ogni singola forma di vita sulla TERRA, non esiste il paradiso o l’inferno ultraterreno ma la nostra terra puÚ diventare paradiso o inferno, noi siamo la nostra anima ed Ë unita al nostro corpo-mente, non esistono angeli o demoni ultraterreni ma ogni essere umano puÚ essere angelo o demone terreno. Tutte le forme di vita hanno gli stessi diritti di vivere e nessuna Ë superiore all’altra, l’unica legge suprema sono le leggi naturali. La verità sulle cose e i fatti Ë una sola, oggettiva ed indiscutibile…”non c’Ë Dio pi˘ grande della verità” (Gandhi)
Non esiste quindi la destra o la sinistra, esiste la verità, la comprensione, la non-violenza, l’amore. Rifiutiamo qualsiasi strumentalizzazione politica e partitica.

SPIRITUALITA’
Crediamo nell’olismo, nell’unione corpo-mente, siamo cellule di un pi˘ grande organismo vivente. Utilizzeremo qualsiasi forma di pratica che ci faccia sentire bene spiritualmente e fisicamente.

ABITAZIONI
Realizzate esclusivamente tramite la lavorazione delle materie prime presenti nel nostro terreno, seguendo i principi della vita in comunione. Le abitazioni verranno costruite con la terra cruda seguendo le pi˘ avantaze tecniche costruttive e senza utilizzare materiali che non provengono dalla nostra terra.

UTENSILI, STRUMENTI, OGGETTI
Realizzati esclusivamente tramite la lavorazione delle materie prime presenti nel nostro terreno.

DANARO
Non esisterà alcuna forma di danaro ne per i rapporti all’interno della comunit‡ ne per i rapporti all’esterno dei confini del nostro territorio semplicemente perchË non ce ne sar‡ bisogno, viviamo dei frutti della nostra terra e delle relazioni umane tra di noi…non abbiamo altre necessità perchË saremo felici semplicemente di vivere! Le esigenze e i desideri innaturali ce li siamo lasciati alle spalle, non ne sentiremo pi˘ l’influenza perchË siamo consapevoli delle conseguenze che hanno tali desideri sulla nostra madre terra.

MORTE
Sappiamo che Ë parte della vita e ne accettiamo la sua esistenza, viviamo nella consapevolezza che arriverà prima o poi e quindi siamo felici per ogni giorno in pi˘ che ci viene concesso in questa terra.

COMUNICAZIONE
Viviamo nella nostra piccola societ‡ ma siamo consapevoli che fuori dai nostri confini esiste una società con miliardi di altri esseri umani, l’unico mezzo di comunicazione sar‡ il sito internet della nostra società (tenuto aggiornato da un simpatizzante esterno) e la buchetta postale. Il fine di questi mezzi sarà la diffusione del nostro esempio di vita, siamo felici perchË con il nostro esempio potremo attirare tante altre persone che come noi sono sensibili alla distruzione che vedono intorno…in noi troveranno la forza necessaria per il distacco dalla “società moderna” e per fondare tante piccole nuove società.
Potremo diffondere il nostro esempio anche partecipando a comizi, incontri, trasmissioni televisive…ma per i nostri spostamenti utilizzeremo solo mezzi pubblici e le nostre gambe, i soldi per gli spostamenti dovranno esserci “regalati” da chi richiede la nostra presenza.

ENERGIE
Non esister‡ luce, gas, benzina, etc… Le energie proverranno dalle specie vegetali del terreno, come la legna. Non abbiamo pi˘ bisogno delle energie del “vecchio sistema” perchË sono proprio quelle le responsabili della distruzione dell’ecosistema.

ASPETTI LEGALI
Fonderemo un’associazione e il terreno sar‡ intestato all’associazione. Nello statuto dell’associazione saranno scritti tutti i nostri principi e i nostri scopi. Chiederemo allo Stato Italiano un regime autonomo all’interno dei nostri confini, quindi l’assenza di qualsiasi forma di tassa in quanto non utilizzeremo nessun servizio dello stato stesso. Chiederemo la possibilità di realizzarele nostre abitazioni su terreni anche non edificabili e di poterci vivere senza problemi legali, i nostri figli non dovranno essere obbligati a seguire i “corsi di standardizzazione” della scuola italiana, saranno riconosciuti ufficialmente all’anagrafe.

REALIZZAZIONE PRATICA DEL PROGETTO
Fonderemo un’assocociazione di persone con un’unità d’intenti assoluta. Faremo il conto delle persone per capire l’estensione minima del terreno. Troveremo un’ubicazione con tutte le caretteristiche giuste, contratteremo il prezzo dagli attuali proprietari per capire di quanti soldi abbiamo bisogno. Se non avremo tutti i soldi subito accenderemo un mutuo facendo le cose eque per ogni singolo partecipante del progetto. Questo terreno non avr‡ ancora le specie vegetali di cui avremo bisogno per il nostro sostentamento quindi una volta acceso il mutuo (max di 10 anni) inizieremo a piantare in maniera organizzata e scentifica tutte tali specie e aspetteremo che crescano in maniera naturale. Aspetteremo la fine del
mutuo, nel frattempo lavoreremo per pagare il mutuo, possibilmente cercheremo di vivere tutti insieme per coederci il pi˘
possibile e nello stesso tempo le piante cresceranno e noi ne monitoreremo lo sviluppo. Alla fine del mutuo le specie vegetali saranno cresciute e pronte per donarci i loro frutti che saranno la base della nostra vita, libert‡ e indipendenza! CosÏ inizieremo a costruire le nostre abitazioni coi soli materiali del nostro terreno e alla fine ci andremo a vivere nel rispetto dei nostri ideali e nella felicità di tornare finalmente ad una vita naturale!!!

Ecovillaggi

Crystal Water è un ecovillaggio situato a nord di Brisbane, in Australia. La sua fondazione risale al 1987 e nel 1996 ha ricevuto il riconoscimento del World Habitat Award per il lavoro pionieristico effettuato in campo ambientale. La proprietà si estende per 239 ettari, una piccola parte, un quinto, è stato diviso in 83 lotti privati, e in una area riservata ai visitatori. Il restante 80% è di proprietà comune, include alcuni piccoli laghi, aree per agricoltura e orticoltura, foreste e ampi spazi non abitati, le terre migliori, identificate nelle pianificazione, sono state tenute in comune e sono accessibili a tutti. Si tratta di un villaggio di permacultura, progettato nel 1985 da Permaculture Services, realizzato in una zona che soffriva di disoccupazione a causa del declino delle industrie tradizionali (legname e trasformazione casearia). La popolazione migrava verso le città, i servizi e la scuola si impoverivano, l’economia locale andava verso il sottosviluppo. Il gruppo dei promotori dopo aver individuato delle possibilità di attuare un progetto di sviluppo ecologico ha presentato un piano specifico alle autorità. Dopo un'intensa opera di lobbyng e di informazione, il progetto è stato approvato dalle istituzioni locali. La realizzazione è finita nell’ 87 e i vari lotti privati sono stati finiti nel giugno 88. Attualmente nel villaggio vivono 200 persone. Lo scorso giugno Max O’ Lindegger, autorevole membro della comunità australiana è venuto in Italia in occasione dell’incontro del Global Ecovillage Network, in svolgimento presso la comunità di Torri Superiore (Ventimiglia). A lui abbiamo rivolto alcune domande sul Crystal Water.



Come è arrivato a Crystal Waters?

Sono cresciuto in Svizzera, nei pressi di una fattoria biologica, dove ho appreso numerose cose pratiche in campo agricolo, ma poi ho dovuto fare l’ingegnere e non il farmer. In Svizzera la terra è poca e costa molto. Appena ho potuto, mi sono licenziato per dedicarmi alla permacultura, combinando l’eperienza del farmer e quella dell’ingegnere. In Australia ho avuto la possibilità di realizzare un insediamento secondo i principi della permacultura: il risultato è stato Crystal Waters, un posto in cui è bello vivere come esseri umani integrati nell’ambiente.



Cosa fa di Crystal Waters un ecovillaggio?

A Crystal Waters cerchiamo di vivere un’integrazione armoniosa con la Natura, soddisfacendo sia i bisogni materiali che quelli non-materiali. Il tutto in un contesto di eco-sistema produttivo che ha la stabilità, la diversità e la flessibilità degli ecosistemi naturali. Non è stato facile...

Certo, occorre progettare con cura sia le abitazioni che i sistemi idraulici e energetici, sia le strutture "invisibili" come i sistemi di amministrazione e di finanziamento, sia le reti di solidarietà sociale entro e fuori dal villaggio. Occorre osservare gli ecosistemi naturali per collaborare con essi e lasciare che agiscano autonomamente. Il nostro principio è: massimo di osservazione e minimo di interferenza. Abbiamo individuato alcuni bisogni fondamentali a cui dare risposta: acqua, aria, cibo pulito, espressione spirituale. interazione sociale, lavoro che abbia un senso, giochi sicuri, adeguata abitazione.

L’ecovillaggio è l’insediamento umano che soddisfa tutti questi bisogni. O meglio, questo è quello che stiamo cercando di realizzare e probabilmente ci prenderà tutta la vita. Per esempio, abbiamo ottenuto (come lavoro) di fare una guida degli eco-villaggi in Australia e Nuova Zelanda, ma via via che ricevevamo i progetti ci rendevamo conto che nessuna delle esperienze segnalateci poteva essere considerata propriamente un ecovillaggio; poiché c’era sempre qualcuno dei bisogni fondamentali che non trovava risposta. D’altra parte si tratta di cominciare, occorre imparare dall’esperienza. E’ molto più facile progettare un ecovillaggio, quando si abita in uno di essi.



E come si vive a Crystal Waters?

Niente male, si lavora molto, ma si fa anche molta vita sociale e ci si diverte anche. Ci sono varie attività sociali, feste e pranzi comuni, concerti fra residenti, jam session, cene intorno al camino, gite nel vicino Parco e al mare. E’ un luogo di aggregazione sociale, il nostro café funziona regolarmente, ospitiamo spesso scrittori e musicisti. Ci si incontra per discutere di yoga, api, teatro, musica o per organizzare iniziative all’interno della comunità.

Molti coltivano fiori o allevano animali utili, ma nella nostra comunità non sono ammessi cani e gatti, perché dobbiamo garantire l’incolumità dei numerosi animali selvatici che vivono nei nostri terreni. Spesso collaboriamo con i vicini e ci sono aree per i bambini. Per i visitatori che vengono numerosi abbiamo approntato un’area appositamente attrezzata; per loro organizziamo visite guidate e corsi, oltre alle attività comuni.



Ci sono numerosi giovani nella tua comunità?

Con noi vivono parecchi bambini e giovani e abbiamo constatato che la presenza di molti giovani così come quella degli anziani è positiva per il villaggio. Portano responsabilità ed equilibrio. C’è anche un grande ricambio e anche questo è un bene perché assicura un continuo rinnovamento. Abbiamo imparato che l’insegnamento vivente, accanto a quello sistematico è un bene prezioso. Non dimentichiamo mai che l’impegno attivo mette in evidenza l’efficacia dell’azione locale e del pensiero globale, le scelte che facciamo oggi si rifletteranno sul futuro.



Per informazioni

Crystal Waters Co-operative

Crystal Waters Permaculture Village

MS 16 Maleny,

Queensland 4552, Australia

e-mail cwcoop@ozemail.com.au

fax +61 7 5494 4653