mercoledì 23 gennaio 2008

La macrobiotica

1.14 – G. Ohsawa (.htm)

Abbiamo posto G. Ohsawa come ultimo di una serie di filosofi che va dai presocratici a Nietzsche, ma non abbiamo l’intenzione di esaminare il suo pensiero nell’ottica dei precedenti.

Questi sono stati visti come occasione per trarre dal loro pensiero intuizioni fondamentali che potevano essere utilizzate per proporre una visione del mondo tale da costituire la base teorica per un modo diverso di vivere.

Non ci comporteremo in questo modo in rapporto al pensiero di Ohsawa perché egli non ha preteso di inventare o scoprire nulla e, in questo senso, rappresenta un punto di riferimento per tutti noi: di filosofie ne sono state proposte già anche troppe, tanto da creare disorientamento e imbarazzo in chi non ha ancora raggiunto quella maturazione interiore che, sola, permette di intuire tra le tante direzioni già tentate quella che fa al caso nostro.

Georges Ohsawa è il nome che Nyoiti Sakurazawa, giapponese nato a Kyoto nel 1893, ha scelto quando ha deciso di proporre alla cultura occidentale la propria esperienza personale di recupero di un sapere antichissimo, grazie al quale egli aveva raggiunto uno stato di salute e di energia invidiabili quando la medicina occidentale, a cui la sua famiglia aveva dato fiducia, aveva diagnosticato il suo caso come irrecuperabile. Egli ha viaggiato molto, fondando scuole e centri di macrobiotica nell’America settentrionale e in Europa, dove ha scelto la Francia come paese elettivo nel quale ha soggiornato più a lungo.

Ha scritto molti libri, la maggior parte in giapponese, poi anche in inglese e francese; non poche delle sue opere sono state tradotte in diverse lingue.

Il primo libro ad essere pubblicato in Europa è stato, presso l’editore francese J. Vrin nel 1931, Le Pincipe Unique de la Science et de la Philosophie d’Extreme Orient; poi tradotto in Italiano con il titolo Introduzione alla scienza della macrobiotica (Arcana Editrice).

Le opere a noi più accessibili sono in francese e sono state per la maggior parte pubblicate presso la Libreria Filosofica J. Vrin.

Citiamo i principali:

Le Livre des fleurs (1931)

Le Livre du Judo (1942)

La Philosophie de la Médecine de l’Extreme-Orient (1956) poi tradotto in italiano con il titolo La macrobiotica e la sua filosofia (Arcana Editrice)

Jack et Mitie dans la jungle dite “Civilisation” (1958)

L’Ere atomique et la Philosophie d’Etreme-Orient (1962)

Le Cancer et la Philosophie de l’Extreme-Orient (1962)

Le Zen Macrobiotique (1966) E’ stato il primo libro di Ohsawa tradotto in italiano con il titolo La dieta macrobiotica (Astrolabio Editore 1968)

L’Acupuncture et la Médecine de l’Extreme-Orient (1969) Tradotto in italiano con il titolo L’agopuntura e la medicina macrobiotica (Arcana Editrice)

4.000 ans d’Histoire de la Chine (1969)

Le Livre de la vie Macrobiotique (1970)

Nelle sue opere Ohsawa verifica l’efficacia dei millenari principi della filosofia dell’estremo oriente come criteri validi ancora oggi per scoprire, in tutti i fenomeni della realtà per noi percepibile, la manifestazione del Principio Unico, che noi abbiamo individuato nell’Essere è di Parmenide. Principio unico che si esprime nella eterna dinamica dei principi opposti-complementari, che abbiamo fatto emergere nella provocatoria dialettica dei contrari di Eraclito. Così come, in Pitagora, abbiamo colto meglio che non in altri filosofi occidentali la compresenza delle due dimensioni, inconciliabili per la logica comune ma perfettamente coesistenti nella metalogica esoterica, dell’Uno-Due: compresenza che, nel Tre, recupera l’eterna realtà dell’Essere disvelatasi come l’infinita radice della Realtà che diviene.

Ciò che fa di Ohsawa una persona come noi e, per ciò stesso, ci permette di coglierne il potente stimolo ad una crescita personale, è la ricerca continua di una conciliazione di questa saggezza antica con gli sviluppi più recenti della scienza, tanto da recuperare in pieno l’affermazione esoterica secondo cui la verità è una sola e a questa convergono, su percorsi diversi, sia la filosofia che la religione e la scienza. In questo senso conferma la nostra certezza di sempre che la filosofia e la religione che temono lo sviluppo della ricerca scientifica sono completamente fuori strada e rivelano di essersi ridotte a difese di interessi costituiti, difese che il tempo progressivamente rende sempre più obsolete. In questi ultimi secoli, nella cultura occidentale, la scienza è stata l’area di ricerca che più efficacemente ha percorso la strada della indagine slegata dagli interessi precostituiti, progressivamente demolendo le incrostazioni che secolari ortodossie avevano sedimentato sia in campo cattolico che protestante. In realtà, anche nell’ambito scientifico si è manifestata l’umana tendenza alla cristallizzazione di livelli di verità precedentemente raggiunti che mal sopportano di essere rimessi in discussione, ma la scienza ha oggi raggiunto la “massa critica” per cui, nonostante gli interessi economici imperanti, essa può contare su una crescita che non conosce soste nè conquiste definitive.

In questo senso riteniamo che il modo migliore per cogliere l’importanza di Ohsawa come filosofo e ricercatore della verità sia quella di riportare tale e quale la sintesi dei criteri che devono ispirare la ricerca che ognuno di noi deve compiere; sintesi che egli ha ereditato da una saggezza antica per la quale sarebbe quanto meno discutibile tentare di individuare tempo e luogo di origine.

Questa sintesi si trova nei testi di Ohsawa e viene riportata da molti libri e riviste che parlano di macrobiotica e può essere utilmente suddivisa in tre “momenti”.

Sottolineiamo, ancora una volta, che da questa sintesi possiamo trarre tutti gli strumenti per ripensare la nostra vita e farla diventare una progressiva, esaltante crescita di consapevolezza.

- I principi dell’ordine dell’universo -

1- Tutto cambia e ciò che inizia finisce.

2- Non vi è dritto senza rovescio.

3- Nulla è assolutamente identico a qualcos’altro.

4- Quanto è più grande è il dritto, tanto più grande è il rovescio.

5- Il mutamento non è altro che la differenziazione o l’integrazione dei due fattori antagonisti e complementari: yin e yang: la stabilità è un equilibrio dinamico.

6- L’infinito-assoluto-eterno si polarizza in yin e yang.

7- L’infinito-assoluto-eterno è il motore immobile di tutto ciò che cambia, della incessante trasformazione di yin in yang e di yang in yin: da ciò ne consegue che ogni cosa è una differenziazione dell’Infinito-Uno.

Ohsawa precisa: le sei prime leggi (da 1 a 6) sono leggi del mondo della relatività, mentre la settima è la legge dell’universo intero, ivi compreso questo mondo relativo che è solo un punto geometrico dell’universo-infinito-assoluto-eterno.

- Le dodici leggi del cambiamento del principio unico -

1- L’infinito Uno comprende in sè yin e yang.

2- Yin e yang esprimono in modo antagonista e complementare l’infinita forza dell’Uno.

3- Yin manifesta la forza centrifuga; yang manifesta la forza centripeta. Yin e yang combinate in infinite proporzioni variabili producono l’energia e tutti i fenomeni.

4- Yin attrae yang e yang attrae yin.

5- Yin respinge yin e yang respinge yang.

6- La forza di attrazione è proporzionale alla differenza tra le componenti yin e yang.

La forza di repulsione è inversamente proporzionale alla differenza tra le componenti yin e yang.

7- Tutti i fenomeni sono effimeri perchè mutano costantemente le forze yin o yang che li costituiscono; yin e yang, infatti, sono in continuo divenire e, comunque, tendono a trasformarsi nel loro opposto.

8- Niente è solamente yin o solamente yang. Ogni cosa è composta dall’insieme di queste forze il cui equilibrio dinamico è in continuo mutamento.

9- Non esiste nulla che sia neutro. In qualsiasi realtà esiste sempre un predominio di yin o di yang.

10- Il grande yin attrae il piccolo yin. Il grande yang attrae il piccolo yang.

11- Lo yin estremo produce yang. Lo yang estremo produce yin.

12- Tutti gli oggetti e le forme fisiche sono yang al centro e yin alla superficie.

- Esempi di distinzioni yin e yang sul piano concreto -

Yin Yang

Forza centrifuga Forza centripeta

Agricoltura Verdura Cereali

Ambiente Vibrazioni...Aria...Acqua Terra

Aspetto Più esteso, fragile Più compatto, duro

Atteggiamento Più gentile, negativo Più attivo e aggressivo, positivo

Attività Più psicologica e mentale Più fisica e sociale

Biologia Regno vegetale Regno animale

Predominanza caratteristiche vegetali Predominanza caratteristiche animali

Catalizzatore Acqua Fuoco

Combustibile Gas, Benzina Legna, Carbone

Colore Violetto Rosso

Consistenza Molle Dura

Cottura dei cibi Microonde, Elettricità Gas, Legna

Densità Diluita Concentrata

Dimensioni Spazio Tempo

Direzione Ascendente, verticale Discendente, orizzontale

Durata nel tempo Effimero Durevole, Stabile

Effetti climatici Clima tropicale Clima freddo

Elementi K, O, P, Ca, N... H, C, Na, As, Mg, Cl...

Forma Allungata Corta

Funzione Decomposizione Organizzazione

Diffusione Fusione

Dispersione Assimilazione

Separazione Riunione

Influenza stagionale Estate Inverno

Lavoro Mentale Fisico

Luminosità Più oscura, Buio Più brillante, Luce

Movimento Lento, scarsamente attivo Veloce, molto attivo

Nervi Maggiormente periferici Maggiormente centrali

Ortosimpatico Parasimpatico

Particella atomica Elettrone Protone

Pentole Alluminio Acciaio

Peso Leggero Pesante

Posizione Esterna e periferica Interna e centrale

Regione d’origine Tropicale Fredda

Sapore Piccante, Acido, Dolce Salato, Amaro

Sesso Femminile Maschile

Stagioni Inverno Estate

Struttura Spazio Tempo

Struttura degli organi Maggiormente cavi ed estesi Maggiormente pieni e compatti

Taglia Grande Piccola

Temperatura Più fredda Più calda

Tendenza Espansione Contrazione

Umidità Più umida Più secca

Vibrazione Onde corte, Alta frequenza Onde lunghe, Bassa frequenza

Vitamine C K, D

- Note conclusive -

Gli esempi concreti su citati vanno comunque sempre interpretati in chiave dialettica.

Per esempio, il gas è un combustibile yin rispetto alla legna ma, come fonte di calore disponibile nelle nostre cucine, è pur sempre molto meno yin (quindi più yang) rispetto alle microonde o alla elettricità.

Consideriamo il neonato e il vecchio:

- Dal punto di vista dello sviluppo fisico e spaziale, il neonato è yang (dimensioni ridotte ed energia vitale concentrata); il vecchio è yin (dimensioni fisiche estese ed energia vitale ormai già realizzata)

- Dal punto di vista mentale e della consapevolezza il neonato è yin (il nucleo di coscienza è aperto, pronto a nuove esperienze che innescheranno un processo di crescita); il vecchio è yang (nucleo di coscienza ormai strutturato e consolidato tanto che, alla morte, sarà il seme da cui si svilupperà un nuovo germoglio di coscienza che rappresenterà l’inizio di un processo di ulteriore crescita)

L’effetto del tempo

L’energia del tempo si inserisce nei processi in atto potenziandoli.

Il formaggio, ad esempio, è un prodotto yang che con il tempo diventa più stagionato, e quindi si yanghizza ulteriormente.

Il mosto, ad esempio, con il tempo sviluppa la fermentazione, che è un processo di yinizzazione, per cui diventa vino e, sempre con il tempo, spinge ulteriormente il processo di yinizzazione diventando aceto. Se invece l’energia del tempo viene applicata al vino imbottigliato, cioè posto in una situazione yang perchè si inibisce l’azione dell’ossigeno che ha azione yinizzante, il vino diventa più yang, acquistando le caratteristiche organolettiche del vino invecchiato.

L’effetto della frutta

La frutta è yin ma i suoi effetti saranno diversi in un bambino e in un vecchio.

In un bambino l’effetto yinizzante della frutta si inserirà potenziando e favorendo il naturale processo di crescita del corpo, se mangiata in quantità corretta. In un vecchio l’effetto yinizzante della stessa quantità di frutta in rapporto al peso corporeo andrà ad inserirsi, con la sua forza di espansione, in un processo di disaggregazione e dissoluzione che ha già raggiunto un livello molto alto per cui accelererà i processi di deterioramento fisico. Sempre nel caso del vecchio, una moderata quantità di frutta potrà, invece, essere preziosa in casi particolari, per esempio dopo una giornata di lavoro sotto il sole estivo. In condizioni normali la persona anziana trarrà maggiore giovamento da una componente yin più dolce e moderata come la verdura che, durante la stagione fredda, dovrà essere sempre ancora yanghizzata con la cottura.

Così, un eccesso di yin, nel bambino, porterà alla passività e alla dipendenza.

Esempio concreto: Troppa condiscendenza nei confronti delle richieste del bambino porterà allo sviluppo di una personalità viziata ed esigente fino allo sviluppo di un comportamento aggressivo, ma questa aggressività non avrà le caratteristiche dello yang (l’aggressività che nasce dalle privazioni e dall’ira accumulata) ma sarà la tipica aggressività della persona viziata che non ha mai dovuto affrontare difficoltà vere e che, al primo scontro con una autorità forte, si piegherà senza avere la forza di reagire in modo efficace.

Difficoltà e privazioni (che sono fattori yin) se contenuti in un limite corretto, che va valutato caso per caso nei singoli individui, sviluppano invece nel bambino un carattere yang, più volitivo e tenace; se invece superano la soglia che il singolo può sopportare portano, all’opposto, alla formazione di una personalità sfiduciata, debole e remissiva.

Nel caso di una persona anziana le difficoltà e le privazioni, se si supera la soglia sopportabile dal soggetto, vanno ad appesantire l’effetto fisico yin dell’invecchiamento, per cui può venire meno la voglia di vivere. Questa prospettiva, che nella nostra cultura viene normalmente vista in termini negativi, si capovolge in termini dialettici grazie alla visione filosofico-religiosa su cui la macrobiotica si fonda, dal momento che la morte è contemporaneamente fine di un processo di apprendimento e inizio di un nuovo ciclo, che avrà come base di partenza i risultati raggiunti nella vita che si conclude.

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