mercoledì 23 gennaio 2008

Se avessimo ascoltato Ippocrate che già allora diceva ai suoi pazienti "Fa che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo"

La medicina ortomolecolare si riassume in tre punti: le buone molecole, in buona quantità, nel posto giusto.

Non basta quindi che una sostanza sia non-estranea all'organismo per essere benefica occorre ancora che sia fornita in quantità adeguata. Prendiamo come esempio il Litio, indispensabile in dose minima, diventa tossico in dose atta. Parallelamente allo sviluppo della medicina Eumetabolica di Hans Nieper, una corrente molto vicina a quest'ultima si è sviluppata negli Stati Uniti sotto l'impulso di Linus Pauling, premio Nobel per la chimica. In due parole: l'organismo biologico non può funzionare armonicamente se non riceve in quantità e in qualità alcune sostanze indispensabili al suo funzionamento. La nostra alimentazione ormai non risponde più a questi bisogni per più ragioni: carenza o eccesso dovuti a squilibri alimentari, ma anche denaturazione degli elementi essenziali da additivi. Gli stress permanenti della nostra vita moderna implicano una perdita importante dei minerali essenziali, come il Magnesio, per esempio o il Selenio, due elementi indispensabili per esempio nell'immunità anti-cancro, e non disponibili in quantità sufficiente per via dei concimi chimici:usati nell'agricoltura. La medicina ortomolecolare si applica quindi per determinare la relazione esistente tra l'apparizione di tale o tale malattia e la presenza una quantità anomala (sia per eccesso sia per difetto)di queste sostanze essenziali. Ritorniamo per esempio al Magnesio. E' chiaro che emozioni e stress ripetuti causano una fuga importante di questo minerale la cui carenza si traduce con disordini vissuti molto male come la fatica, il disorientamento, la perdita di memoria, crampi e formicolii alle estremità, stati depressivi, etc... Occorre però distinguere due tipi di disordini L'emotività che causa perdite di Magnesio e gli altri disordini che ne sono la conseguenza. Bisognerebbe quindi ridurre l'emotività eccessiva con, per esempio, una terapia emozionale(Floriterapia di Bach per esempio)La medicina moderna si interessa troppo poco della prevenzione delle malattie, soluzione forse meno costosa e più razionale di qualsiasi cura. E' importante ricordare che una malattia evolve spesso in 15 o 20 anni in sordina, prima di dichiararsi. Un paziente che non prova sintomi che lo disturbino netta sua attività è già ammalato senza saperlo. Questo processo si ritrova sia nel cancro che nell'arteriosclerosi o nell'artrosi, e sono solo esempi. Disponiamo oggi di prove tangibili per capire che un'alimentazione carente di certi elementi gioca un ruolo essenziale nello sviluppo di determinate malattie. Abbiamo aspettato forse troppo. Se avessimo ascoltato Ippocrate che già allora diceva ai suoi pazienti "Fa che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo": Catherine KOUSMINE ne ha fatto il punto forte della sua terapeutica. Anche se occorrono tempo e pazienza per colmare una carenza, vale la pena di provare.

Josiane Marchand

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